martedi 24 novembre 2009

Home Chi sono I miei viaggi

Lo spirito di bummel.it

Direi che Bummel significa un viaggio lungo o breve, senza un preciso scopo e senza una meta stabilita. La sola regola è che si debba tornare in un dato tempo al punto di partenza.

A volte si va per strade affollate, a volte per sentieri solitari attraverso i campi; a volte si hanno a disposizione solo poche ore, a volte qualche giornata. ma che il viaggio sia lungo o breve, che ci conduca da questa o da quella parte, il nostro pensiero è costantemente rivolto al tempo che fugge.

Si rivolgono cenni di saluto e sorrisi ai passanti che s'incontrano, qualcuno si ferma a fare due chiacchiere, qualcun altro ci accompagna per un certo tratto. Si vedono cose nuove e si apprendono interessanti nozioni, spesso ci si sente un po' stanchi. Ma nel complesso ci si diverte e la fine del viaggio lascia sempre dietro di sè un certo rimpianto.

Tre uomini a zonzo - Jerome Kapla Jerome

Cina: dopo l'Olimpiade business as usual?

Postato da domenico il 10/12/2008  (ultima modifica:8/10/2008)

Il tema ormai non mi sembrava più attualissimo e avevo deciso di non scrivere nulla sull'argomento. Il pretesto per ritornare sulla Cina e sulle Olimpiadi me lo ha dato, qualche settimana fa, l'incontro del presidente Napolitano con gli azzurri medagliati a Pechino. Anche Napolitano infatti si è unito al coro di quelli che ritengono che i Giochi rappresenteranno per la Cina un'occasione per aprirsi al mondo e, soprattutto, per sollecitare un'attenzione diversa al rispetto dei diritti umani in quel Paese. Poi c'è stata la questione del latte avariato, del quale le autorità cinesi avevano avuto notizia proprio durante i Giochi. La domanda quindi ritorna, ed è legittima: davverò basterà la giostra (ricchissima) dei Giochi olimpici per far aprire la Cina al mondo?
La mia è una modesta opinione, ma non credo proprio che basterà un'Olimpiade, una grande scena internazionale, per far cambiare l'atteggiamento di un regime molto attento a non perdere il controllo sulla società. Mi sorprende molto che in questi mesi ci sia stata una vera corsa, da parte di molti commentatori, a vedere rosa nel futuro dei dissidenti cinesi.
Ma quando mai un'evento dalla grande portata mediatica è servito ad un regime (che ha chiesto ed ottenuto di ospitarlo) per "suicidarsi"? E' successo per caso nel 1936 quando la Germania ospitò le Olimpiadi? Oppure nel 1978 quando i Mondiali di Calcio si tennero nell'Argentina dei generali?
E' più probabile che un regime chieda di organizzare un evento come l'Olimpiade per compattarsi, per dare l'impressione di aprirsi (per tacere della enorme valenza economica di un evento del genere).
Se poi arrivano anche le medaglie tanto meglio: vuol dire che il regime funziona e riesce a produrre eccellenza e convincere all'interno dei confini, se non all'esterno. Fu così nel '36 con le vittorie degli atleti tedeschi che confermavano (soprattutto ai tedeschi) la superiorità della razza. Fu così nel '78 con la vittoria casalinga dell'Argentina di Kempes nel mondiale di calcio (ancora oggi i giocatori di quella squadra sono "accusati" dai loro stessi connazionali di aver puntellato il regime del generale Videla).
Per farla breve, non sono affatto ottimista. Mi sembra che coloro i quali auspicano "aperture" imminenti del regime siano solo impreditori preoccupati di acquisire un nuovo mercato. Se poi il nuovo mercato è eticamente perfetto meglio!

Commenti (5830)  |   Aggiungi un commento a questo post


Un blog. Per dire cosa?

Postato da domenico il 8/10/2008  (ultima modifica:8/10/2008)

Alla fine ho ceduto anch'io alla tentazione di aprire un blog.
Ho deciso di far evolvere in questo senso bummel.it che rimarrà, comunque un sito dedicato al "viaggiare". Con il blog vogli però ampliare il significato del termine viaggiare. Fino ad oggi avevo dedicato le pagine di questo sito ai miei viaggi, cioè alle esperienze fatte girando per il mondo (nel mio piccolo, ovviamente). Sarà ancora così e, anzi, spero lo sia ancora di più in futuro.
Avevo però voglia di qualcosa di diverso, partendo dal presupposto che, in realtà, si viaggia ogni giorno. Chi lo ha detto che un viaggio inizia e finisce con un aereo, una nave o con un qualsiasi altro mezzo di trasporto. Il viaggio è esperienza e l'esperienza si può fare anche quotidianamente. Anche andare in ufficio la mattina è un viaggio (e non intendo l'avventura che sta diventando attraversare la città).
Il viaggio è il bummel, cioè quella definizione che trovate nella home page del mio sito: può essere lunga o breve, ci fa incontrare persone, si imaparano cose e tutto questo, secondo me, può accadere giorno dopo giorno.
Ecco quindi che il blog di bummel.it vuole essere il luogo nel quale fare le riflessioni più diverse su quello che mi capita di incontrare nel mio bummel quotidiano.
In questo blog metterò tutto quello che mi capita, con un occhio alla dimensione più tradizionale del viaggio, al mondo che chi viaggia desidera conoscere. Ci saranno riflessioni sulle notizie che ci arrivano da ogni angolo di questo piccolo pianeta. Ci saranno pensieri sulle grandi e piccole cose del nostro Bel Paese.
Questo è il mio intendimento, magari poi le idee si chiariranno più avanti. Per il momento parto nel mio bummel.

Commenti (3994)  |   Aggiungi un commento a questo post


Nel sito...

A land downunder

E' così che gli australiani definiscono la loro terra. Noi abbiamo cominciato a scoprirla dalla sua costa orientale. Il racconto di un viaggio alla scoperta del continente "sottosopra", da Sydney alla Grande Barriera Corallina, fino al Big Red Center. Migliaia di chilometri per scoprire un continente

vai alla pagina


Appunti di viaggio

L'uomo che rompeva le uova

L'impero sovietico non c'è più ma la gente di Mosca esibisce ancora un orgoglio fiero, anche se ferito dalla storia. Dalle arzille vecchiette di guardia alle scale mobili della metropolitana a chi ostenta medaglie ed onoreficenze che nessuno nota più. In questo quadro anche la storia di una omelette merita di essere raccontata

vai alla pagina


Appunti di viaggio

Gli occhi dietro il burka

Kamikaze, terroristi, bombe umane. In poche parole. un pericolo. A volte per noi l'islam si riduce a queste parole. E' un mondo che non conosco, del quale, lo ammetto, a volte ho paura. Eppure, forse, basterebbe guardare oltre le apparenze, oltre un velo, per scoprire che siamo più simili di quanto saremmo disposti ad ammettere

vai alla pagina

Registrati su bummel

Non sei ancora registrato? Clicca qui

bummel.it

Sito ottimizzato per una visualizzazione 800x600 - IE 5