mercoledì 8 settembre 2010

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Lo spirito di bummel.it

Direi che Bummel significa un viaggio lungo o breve, senza un preciso scopo e senza una meta stabilita. La sola regola è che si debba tornare in un dato tempo al punto di partenza.

A volte si va per strade affollate, a volte per sentieri solitari attraverso i campi; a volte si hanno a disposizione solo poche ore, a volte qualche giornata. ma che il viaggio sia lungo o breve, che ci conduca da questa o da quella parte, il nostro pensiero è costantemente rivolto al tempo che fugge.

Si rivolgono cenni di saluto e sorrisi ai passanti che s'incontrano, qualcuno si ferma a fare due chiacchiere, qualcun altro ci accompagna per un certo tratto. Si vedono cose nuove e si apprendono interessanti nozioni, spesso ci si sente un po' stanchi. Ma nel complesso ci si diverte e la fine del viaggio lascia sempre dietro di sè un certo rimpianto.

Tre uomini a zonzo - Jerome Kapla Jerome

Cina: dopo l'Olimpiade business as usual?

Postato da domenico il 10/12/2008 alle 14:22  (ultima modifica:8/10/2008 ore 14:05)

Il tema ormai non mi sembrava più attualissimo e avevo deciso di non scrivere nulla sull'argomento. Il pretesto per ritornare sulla Cina e sulle Olimpiadi me lo ha dato, qualche settimana fa, l'incontro del presidente Napolitano con gli azzurri medagliati a Pechino. Anche Napolitano infatti si è unito al coro di quelli che ritengono che i Giochi rappresenteranno per la Cina un'occasione per aprirsi al mondo e, soprattutto, per sollecitare un'attenzione diversa al rispetto dei diritti umani in quel Paese. Poi c'è stata la questione del latte avariato, del quale le autorità cinesi avevano avuto notizia proprio durante i Giochi. La domanda quindi ritorna, ed è legittima: davverò basterà la giostra (ricchissima) dei Giochi olimpici per far aprire la Cina al mondo?
La mia è una modesta opinione, ma non credo proprio che basterà un'Olimpiade, una grande scena internazionale, per far cambiare l'atteggiamento di un regime molto attento a non perdere il controllo sulla società. Mi sorprende molto che in questi mesi ci sia stata una vera corsa, da parte di molti commentatori, a vedere rosa nel futuro dei dissidenti cinesi.
Ma quando mai un'evento dalla grande portata mediatica è servito ad un regime (che ha chiesto ed ottenuto di ospitarlo) per "suicidarsi"? E' successo per caso nel 1936 quando la Germania ospitò le Olimpiadi? Oppure nel 1978 quando i Mondiali di Calcio si tennero nell'Argentina dei generali?
E' più probabile che un regime chieda di organizzare un evento come l'Olimpiade per compattarsi, per dare l'impressione di aprirsi (per tacere della enorme valenza economica di un evento del genere).
Se poi arrivano anche le medaglie tanto meglio: vuol dire che il regime funziona e riesce a produrre eccellenza e convincere all'interno dei confini, se non all'esterno. Fu così nel '36 con le vittorie degli atleti tedeschi che confermavano (soprattutto ai tedeschi) la superiorità della razza. Fu così nel '78 con la vittoria casalinga dell'Argentina di Kempes nel mondiale di calcio (ancora oggi i giocatori di quella squadra sono "accusati" dai loro stessi connazionali di aver puntellato il regime del generale Videla).
Per farla breve, non sono affatto ottimista. Mi sembra che coloro i quali auspicano "aperture" imminenti del regime siano solo impreditori preoccupati di acquisire un nuovo mercato. Se poi il nuovo mercato è eticamente perfetto meglio!

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